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Versione solo testo - Camera di commercio di Biella, 19 giugno 2019
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Progetto valorizzazione lane autoctone piemontesi



Biella, 19 giugno 2019
Ultimo aggiornamento: 29.11.2010



Agenzia Lane d'Italia



PROGETTO VALORIZZAZIONE LANE AUTOCTONE PIEMONTESI


Proiezione del film "Sentire l'aria" ispirato al progetto di valorizzazione delle lane autoctone del Piemonte
4 dicembre 2010 - ore 21.00
Città Studi - Biella
www.sentirelaria.it


"Le lane autoctone piemontesi: una risorsa per il territorio e l'economia"
7 giugno 2010 - ore 15
Auditorium di Città Studi, Biella


Clicca qui per accedere alla pagina relativa al convegno


Premessa
Da decenni le pecore in Italia vengono allevate per la carne e per il latte e il mercato non chiede più quelle lane che per secoli sono state la materia prima fondamentale per la produzione di tessuti di abbigliamento. L'industria tessile si rivolge alle lane più pregiate - per lo più provenienti da mercati esteri - o alle fibre sintetiche sostitutive e più economiche. La maggior parte delle lane autoctone italiane ha una fibra di diametro grossolano - intorno ai 35 micron - ad eccezione delle più famose e fini come la Sopravissana e la Gentile di Puglia (chiamata anche "merinizzata d'Italia" proprio perché simile a quella alle pecore merinos da cui si ottengono le lane più fini). Oggi parte di questa produzione nazionale giace abbandonata sui territori dove i pastori e gli allevatori, costretti dal ciclo biologico e dalle necessità di sopravvivenza degli animali, praticano la tosa delle proprie greggi. Per l'ambiente la lana abbandonata, pur essendo un materiale naturale, è un rifiuto che in alcuni casi può essere dannoso.
L'utilizzo delle lane di razze ovine autoctone, in questo momento può rappresentare non solo un valido sostegno per l'allevatore, sostituendo quella che per lui rappresenta una spesa senza margini di rientro, quella della tosa, in una fonte di integrazione economica, ma anche un'azione di recupero di una risorsa tradizionale, una riscoperta di antichi saperi attraverso la produzione di manufatti con forti caratteristiche territoriali, un sostegno alla nascita di microeconomie all'interno dei contesti rurali. 

Il progetto
Il progetto della Camera di Commercio di Biella ha l'obiettivo di sviluppare una filiera dedicata al recupero e alla trasformazione delle lane autoctone piemontesi in una serie di prototipi di prodotti tessili per l'abbigliamento, per accessori, arredamento e per l'utilizzo in edilizia come pannelli isolanti e fonoassorbenti.
I prototipi hanno il compito di dimostrare che anche da lane meno pregiate si possono ottenere dei prodotti appetibili per il mercato e quindi di creare quelle premesse affinché si crei una filiera autonoma che colleghi i pastori agli operatori tessili per giungere al capo o all'oggetto finito, collocabile in vendita. Al termine del progetto dovrebbe essersi quindi creata una nuova nicchia di mercato, sostenibile non soltanto dal punto di vista economico ma anche in senso lato, visti i presupposti di ecologicità e tracciabilità della materia prima, della catena produttiva e quindi del prodotto finito. Una volta consolidata la funzionalità della filiera, nel medio e lungo periodo potrebbero essere utilizzate anche lane provenienti dalle regioni più produttive del resto d'Italia. 

Soggetti coinvolti
La Camera di Commercio di Biella ha gestito il progetto con la collaborazione con l'Agenzia Lane d'Italia, fondata nel 1988 a Biella con la mission di trovare impieghi utili per le lane prodotte in Italia, sia in campo tessile che in quello dell'edilizia; il progetto ha ricevuto un contributo rilevante dalla Regione Piemonte, pari a 200.000 euro, a fronte di un investimento complessivo di circa 300.000 euro.
Il progetto ha previsto inoltre la partecipazione attiva di attori privati, in special modo aziende tessili che si sono occupate di tutte le fasi produttive, così come di altri partner pubblici come ad esempio il Consiglio Nazionale delle Ricerche - Ismac di Biella e la sede biellese del Politecnico, specializzati in campo tessile. Si è dato vita a un team di professionalità altamente qualificate e preparate nei settori previsti dal progetto: esperti nella lavorazione delle lane, esperti in campo scientifico e sperimentale, esperti nella trasformazione della materia prima in materiale edile a basso impatto e massima resa energetica, esperti nella trasformazione della materia prima in oggetti di arredamento e accessori.
Non poteva esserci luogo migliore del distretto tessile biellese per attuare un progetto di valorizzazione delle lane di questo genere, non soltanto perché è l'unico rimasto in Europa ad avere tutte le fasi della filiera, dalla selezione e pettinatura delle lane al prodotto finito, ma anche perché l'eccellenza maturata nel tempo in questa tipologia di lavorazione era presupposto e garanzia di qualità e professionalità nella realizzazione dei prodotti. 

Durata
L'iniziativa è stata programma per concludersi in circa 18 mesi, ha preso il via a fine 2008 e terminerà nella primavera del 2010. 

Prodotti
Grazie all'acquisto di 40.000 chilogrammi di lana sucida, nel corso del progetto sono stati realizzati:
 - capispalla maschili e femminili: cappotti, giacconi, gilet, mantelli
- maglioni
- plaid
- borse
- tappeti
- oggetti in feltro: svuotatasche, borse, portariviste, portaoggetti, portachiavi
- pannelli fonoassorbenti e termoisolanti
Esclusi i pannelli per uso edilizio, che hanno seguito una strada di progettazione e produzione specifica, tutti gli altri prodotti sono stati studiati recuperando tradizioni e saper fare artigianali, andando così a valorizzare anche un patrimonio immateriale di conoscenze e capacità tipiche dei territori di provenienza delle lane che era in via di scomparsa.

Promozione
Il progetto è stato promosso attraverso presentazioni dirette alla stampa, tramite trasmissioni televisive ("Melaverde" su Rete 4 il 31 gennaio 2010) e attraverso la partecipazione a fiere ed eventi (Cheese, Agrietour, Cittadellarte Fashion B.E.S.T., Ecolife, KeyEnergy Ecomondo). I prodotti sono stati molto apprezzati soprattutto per il forte legame che gli stessi hanno con il territorio, non solo per la materia prima da cui proviene ma anche per lo studio del design, ispirato all'area stessa di provenienza. Proprio per queste caratteristiche, i prodotti possono ben abbinarsi ad altri prodotti del territorio (ad esempio enogastronomici) come strumento di promozione e attrazione turistica.
Alcuni dei pannelli prodotti sono stati utilizzati per coibentare una baita di montagna situata nella borgata Paralup, nel comune di Rittana, sulle Alpi cuneesi, nell'ambito di un progetto di recupero del villaggio dove si rifugiò il 20 settembre 1943 il primo gruppo partigiani piemontesi e, probabilmente, d'Italia; il recupero è portato avanti dalla Fondazione Nuto Revelli grazie al contributo dell'assessorato al Turismo della Regione Piemonte. 

Evoluzioni future
Il progetto ha dimostrato che un mercato, per i prodotti ottenuti dalle lane autoctone piemontesi, esiste e ha anche margini di crescita interessanti, considerato quanta attenzione prestano sempre più spesso i consumatori agli aspetti ecologici, di equità e sostenibilità di ciò che vanno ad acquistare. La filiera di produzione esiste ed è disponibile a mettersi in moto per andare oltre la fase dei prototipi, quindi se altre regioni o zone d'Italia volessero valorizzare le loro lane, grazie a questa filiera potrebbero studiare ed ottenere dei prodotti mirati.
Proprio in questa direzione si muove quindi un'ipotesi di progetto elaborato dall'Agenzia Lane d'Italia in collaborazione con la Camera di Commercio di Biella, il Centro Arti Applicate Kandinskij di Biella e il Consorzio Biella the Wool Company, progetto che ha avuto l'appoggio e la collaborazione della Fondazione Slow Food per la Biodiversità e di Slow Food Italia. Il progetto propone alle zone in cui esistono Presidi Slow Food legati alle razze ovine (in genere sorti per tutelare i formaggi o la carne) di aderire a una sperimentazione ridotta per ottenere dalle lane una selezione di prototipi atta a "testare" il mercato e quindi, eventualmente, aprire la strada a una produzione stabile.


Il 31 gennaio 2010 è andata in onda su Rete 4 la registrazione della puntata del programma MELAVERDE, relativa a "Il vello d'oro", dedicata alla valorizzazione delle lane biellesi ed al progetto camerale - è possibile vedere un piccolo estratto della trasmissione


Leggi il comunicato stampa di presentazione - gennaio 2009

Leggi il comunicato stampa relativo al "tour promozionale" del progetto - ottobre 2009


Il progetto è stato anche presentato ad Agrietour, l'evento fieristico nazionale per l'agriturismo italiano, ad Arezzo dal 13 al 15 novembre 2009 e ad Eco Life, la fiera dedicata al risparmio energetico e al rispetto dell'ambiente, in programma a Gaglianico (BI) dal 20 al 22 novembre 2009. Leggi il comunicato stampa relativo

plaid lana

plaid lana

pannelli edili

pannelli edili

Cheese 2009

Cheese 2009

Cheese 2009

Cheese 2009

EcoLife 2009

EcoLife 2009

EcoLife 2009

EcoLife 2009

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Per informazioni rivolgersi a:

Ufficio Promozione

Riferimento  
Indirizzo Via A. Moro, 15 - 13900 Biella
Telefono 015/35.99.371-354-332
Fax
E-mail promozione@bv.camcom.it
Orari da lun a ven 9.00 - 12.30

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