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Versione solo testo - Camera di commercio di Biella, 25 giugno 2019
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Condannate dall'AGCM le societÓ Casellario Unico Telematico, Portale Imprese, Rinnovo Marchi Italiani per pubblicitÓ ingannevoli



Biella, 25 giugno 2019
Ultimo aggiornamento: 05.04.2018



Relazioni con il pubblico



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CONDANNATE DALL'AGCM LE SOCIET└ CASELLARIO UNICO TELEMATICO, PORTALE IMPRESE, RINNOVO MARCHI ITALIANI PER PUBBLICIT└ INGANNEVOLI

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Condannate dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato tre aziende che inducevano a pagamenti non dovuti millantando servizi camerali

Grazie alle segnalazioni di diverse Camere di Commercio, nei mesi di dicembre 2016 e di gennaio 2017 l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha condannato tre aziende italiane:

Casellario Unico Telematico Imprese di Di Stadio Antonio - condannata anche nel mese di febbraio 2018

Portale Imprese srl

Rinnovo Marchi Italiani srl

a pagare una sanzione amministrativa, perché contattavano via posta molte aziende appena iscritte alle CCIAA e richiedevano pagamenti per servizi che venivano spacciati come procedure obbligatorie (bollettino n. 3/2017 e bollettino n. 48/2016 scaricabili gratuitamente dal sito www.agcm.it).

In particolare, le prime due prevedevano l'invio di bollettini precompilati alle imprese con la richiesta di pagamento, rispettivamente di € 298,29 per l'iscrizione al “Casellario Unico Telematico delle Imprese” nel primo caso e di € 268,40 per l'iscrizione al “Portale imprese” nel secondo. In entrambi i casi l’illecito consiste nell’aver iscritto, unilateralmente e a loro insaputa, i dati aziendali di imprese italiane in un database - presente online su siti internet - al solo fine di promuovere un abbonamento a pagamento ad un servizio di promozione delle principali informazioni aziendali via internet.

Lo stesso meccanismo del bollettino postale veniva utilizzato anche dalla terza azienda, la Rinnovo Marchi Italiani srl, che puntava invece a confondere i detentori di marchi avvisandoli della scadenza della registrazione e inducendoli a pagare una somma di € 1.150 per rinnovare la titolarità degli stessi. La cifra richiesta non serviva ad ottenere il rinnovo del proprio marchio ma, una volta pagata, il servizio consisteva nella mera fornitura di indicazioni sulle procedure burocratiche previste per il rinnovo e la precompilazione del modulo da depositare al vero Ufficio Marchi e Brevetti camerale.

La Camera di Commercio rinnova il suo invito a chi dovesse ricevere queste comunicazioni a rivolgersi sempre all'ente camerale di riferimento, alla propria associazione di categoria o al proprio professionista di fiducia, per verificare se si tratta di un vero adempimento obbligatorio o di un'offerta commerciale mascherata come tale.

La Camera di Commercio aveva già segnalato che periodicamente alcune imprese ricevono richieste di pagamento per l’iscrizione ad un “portale multiservizi riservato alle ditte iscritte alla Camera di Commercio” o alla sezione mediatica del "Casellario Unico Telematico Imprese".

Si tratta di proposte commerciali di servizi pubblicitari per i quali non è obbligatoria l'adesione e si invitano le imprese che dovessero ricevere tali comunicazioni a rivolgersi, in caso di dubbi, alla propria associazione di categoria, al proprio professionista di fiducia o alla Camera di Commercio, per avere conferma che si tratti di un adempimento obbligatorio o di un'offerta commerciale.

La Camera di Commercio raccomanda di diffidare di tali false e fuorvianti richieste e di non procedere a pagamenti che potrebbero poi risultare delle truffe. In particolare, si sottolinea che esse non hanno alcun collegamento con il versamento del diritto annuale delle Camere di Commercio.

 

Per maggiori informazioni leggi:

Comunicato stampa n. 5/2017

 Comunicato stampa n. 21/2016




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