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Versione solo testo - Camera di commercio di Biella, 18 giugno 2019
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Indici Istat dei prezzi al consumo



Biella, 18 giugno 2019
Ultimo aggiornamento: 17.05.2019



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INDICI ISTAT DEI PREZZI AL CONSUMO

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INDICE DEI PREZZI AL CONSUMO PER LE FAMIGLIE DI IMPIEGATI ED OPERAI (FOI) -coefficienti di rivalutazione monetaria e variazioni percentuali.

Per adeguare periodicamente i valori monetari, ad esempio gli affitti o gli assegni dovuti al coniuge separato, si utilizza generalmente l´indice FOI, che si riferisce ai consumi dell’insieme delle famiglie che fanno capo a un lavoratore dipendente (extragricolo).
Sul sito internet dell´Istat è possibile visualizzare:

Indici nazionali generali (senza tabacchi)

Variazioni percentuali del mese indicato rispetto allo stesso mese dell´anno precedente

Variazioni percentuali del mese indicato rispetto allo stesso mese dei due anni precedenti 

Coefficienti rivalutazione monetaria - annualiLa Camera di commercio di Torino ha predisposto un programma di calcolo che permette di calcolare le rivalutazioni monetarie da applicare per le variazioni intercorse in diversi periodi: calcola la rivalutazione

E´ possibile scaricare gli indici FOI (senza tabacchi) relativi alla Città di Biella


INFORMAZIONI SUGLI INDICI DEI PREZZI

L’inflazione al consumo è un processo di aumento del livello generale dei prezzi dell’insieme dei beni e servizi destinati al consumo delle famiglie, generalmente si misura attraverso la costruzione di un indice dei prezzi al consumo.
In Italia, come nella maggior parte dei paesi, il calcolo dell’indice è affidato all’Istituto nazionale di statistica.
Un indice dei prezzi al consumo, infatti, è uno strumento statistico che misura le variazioni nel tempo dei prezzi di un insieme di beni e servizi, chiamato paniere, rappresentativo degli effettivi consumi delle famiglie in uno specifico anno.

In particolare, l’Istat produce tre diversi indici dei prezzi al consumo: per l’intera collettività nazionale (NIC), per le famiglie di operai e impiegati (FOI) e l’indice armonizzato europeo (IPCA).
I tre indici hanno finalità differenti:

  • Il NIC misura l’inflazione a livello dell’intero sistema economico, in altre parole considera l’Italia come se fosse un’unica grande famiglia di consumatori, all’interno della quale le abitudini di spesa sono ovviamente molto differenziate. Il NIC rappresenta, per gli organi di governo, il parametro di riferimento per la realizzazione delle politiche economiche, ad esempio, per indicare nel Documento di programmazione economica e finanziaria (DPEF) il tasso d’inflazione programmata, cui sono collegati i rinnovi dei contratti collettivi di lavoro.
  • Il FOI si riferisce ai consumi dell’insieme delle famiglie che fanno capo a un lavoratore dipendente (extragricolo); ad esso fa riferimento la maggior parte delle norme nazionali che prevedono l’adeguamento periodico di valori espressi in moneta corrente ad esempio gli affitti o gli assegni dovuti al coniuge separato.
  • L’IPCA è stato sviluppato per assicurare una misura dell’inflazione comparabile a livello europeo. Infatti viene assunto come indicatore per verificare la convergenza delle economie dei paesi membri dell’Unione Europea.

Gli indici nazionali NIC e FOI sono prodotti anche nella versione che esclude dal calcolo i tabacchi, ai sensi della legge n.81 del 1992.

I tre indici si basano su un’unica rilevazione e sulla stessa metodologia di calcolo, condivisa a livello internazionale. NIC e FOI si basano sullo stesso paniere, ma il peso attribuito a ogni bene o servizio è diverso, a seconda dell’importanza che questi rivestono nei consumi della popolazione di riferimento. Per il NIC la popolazione di riferimento è l’intera popolazione italiana, ovvero la grande famiglia di oltre 57 milioni di persone; per il FOI è l’insieme di famiglie che fanno capo a un operaio o un impiegato.
L’IPCA ha in comune con il NIC la popolazione di riferimento, ma si differenzia dagli altri due indici perché il paniere esclude, sulla base di un accordo comunitario, le lotterie, il lotto, i concorsi pronostici e i servizi relativi alle assicurazioni sulla vita.
Un’ulteriore differenziazione fra i tre indici riguarda il concetto di prezzo considerato: il NIC e il FOI considerano sempre il prezzo pieno di vendita. L’IPCA si riferisce invece al prezzo effettivamente pagato dal consumatore. Ad esempio, nel caso dei medicinali, mentre per gli indici nazionali viene considerato il prezzo pieno del prodotto, per quello armonizzato europeo il prezzo di riferimento è rappresentato dalla quota effettivamente a carico del consumatore (il ticket). Inoltre, l’IPCA tiene conto anche delle riduzioni temporanee di prezzo (saldi e promozioni).
 




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