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Versione solo testo - Camera di commercio di Biella, 19 giugno 2019
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Rapporto sul disagio insediativo in Italia



Biella, 19 giugno 2019
Ultimo aggiornamento: 29.04.2014



Studi e pubblicazioni



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RAPPORTO SUL DISAGIO INSEDIATIVO IN ITALIA


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Nel nostro paese l’85% dei comuni – ben 6.875 - ha meno di 10.000 abitanti. Popoliamo un territorio che conta oltre 22.000 centri abitati, quasi 33.000 nuclei insediativi, senza considerare le caratteristiche di tanta parte del nostro sistema agricolo composto di "case sparse". L’armonica distribuzione della popolazione sul territorio è una ricchezza insediativa che rappresenta una peculiarità e una garanzia del nostro sistema sociale e culturale; una certezza nella manutenzione del territorio; una opportunità di sviluppo economico. Ma lo spopolamento e l’impoverimento di vaste aree - soprattutto pedemontane, montane e insulari - ha assunto nel secondo dopoguerra caratteri strutturali delineando un’Italia del "disagio insediativo".

 

La ricerca presentata il 3 aprile 2014 a Roma da Legambiente e Unioncamere è basata su 168 indicatori comunali e l’applicazione di diversi approcci, tra cui l’analisi neurale che ha individuato 9 cluster di appartenenza a disagio, medietà o migliori performance insediative. Le variabili sono state raccolte in 8 famiglie: agricoltura, istruzione e formazione, risorse umane e occupazione, potenzialità dei territori, impresa e lavoro, demografia, ricchezza, turismo.

 

In sintesi, “l’Italia che va” si caratterizza per la dimensione dei centri urbani e per una sempre più marcata separazione tra un nord più veloce e vicino alle performance europee e un sud caratterizzato da elementi critici: la “piccola dimensione” è un forte limite rispetto alle esigenze di capitalizzazione e di competitività. La microterritorialità, sebbene legata a forti potenzialità storiche, turistiche, enogastronomiche e paesaggistiche, risulta un freno deciso alla capacità dei territori di promuovere uno sviluppo concreto, per mancanza di specifiche politiche di intervento e governance dello sviluppo.

 

Scarica lo studio completo




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